Il sindacato rappresenta la memoria storica di lotte, sacrifici e conquiste per la libertà e la democrazia. Non ci faremo intimidire.

Intervento della Segretaria regionale Uil Pensionati Lazio, Maria Carla Pucci, alla manifestazione unitaria nazionale del 16 ottobre 2021 “Mai più fascismi”.

Oggi siamo qui per dire forte e chiaro che non ci facciamo intimidire da nulla e da nessuno.

Anzi! Siamo ancora più determinati nel nostro impegno a difesa della democrazia, dei diritti, della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, dei cittadini, delle pensionate e dei pensionati, di tutti i nostri anziani.

Durante la pandemia, il nostro primo impegno come Cgil, Cisl, Uil è stata la difesa della salute dei lavoratori e delle persone più fragili e anziane. Come sindacati dei pensionati siamo stati i primi a occuparci delle persone ricoverate nelle Rsa.

Come dimenticare che migliaia di anziani sono morti in solitudine nelle RSA e negli ospedali, portati via dal Covid in quei luoghi in cui credevamo fossero al sicuro, come dimenticare quelle immagini dei camion militari che, incolonnati, li portavano via.

E’ impossibile dimenticare quelle donne e quegli uomini. Erano radice e memoria di ciò che oggi noi siamo; erano nonne e nonni, erano genitori, erano cittadine e cittadini che hanno costruito questo Paese e questa Repubblica. Le loro esperienze e i loro racconti rappresentano un pezzo importante della nostra storia.

E non dimentichiamo i volti devastati dalla stanchezza dei medici, degli infermieri, del personale sanitario nel periodo più buio della pandemia. Anche tra loro ci sono stati tanti morti.

Non li dimentichiamo!

Quello che è accaduto non deve ripetersi più. Per questo chiediamo più risorse alla sanità pubblica, più medicina del territorio, una riforma radicale delle strutture residenziali per anziani. Chiediamo la fine del precariato in sanità. Il personale sanitario deve essere valorizzato e pagato il giusto.

Nei mesi più bui della pandemia erano eroi. Oggi non devono essere dimenticati. E invece sabato scorso dopo la sede della Cgil è stato attaccato anche il Pronto soccorso del Policlinico Umberto I, sono stati aggrediti lavoratori inermi che stavano facendo il proprio lavoro, che stavano curando le persone, anche i violenti.

Questi gravissimi atti di violenza e di intimidazione sono un segnale di allarme forte.

Tanta rabbia e tanto odio nei confronti del sindacato, che tutela i diritti di tutte le persone, e nei confronti di chi le persone le cura e le salva.

Non possiamo tollerare chi scambia il diritto a manifestare con l’arroganza della violenza.

Non ci faremo intimidire. Come non ci siamo fatti intimidire in passato. Noi, il sindacato, rappresentiamo la memoria storica di lotte, di sacrifici e di conquiste per la libertà e la democrazia. Le pensionate e i pensionati di Cgil, Cisl, Uil sono stati i protagonisti di molte di quelle lotte e di quelle conquiste. E sono numerosi in questa piazza per dire che non hanno paura, che hanno vissuto anni più bui di questi, che non si faranno intimidire.

Continueremo a difendere la Libertà e i diritti che discendono dalla nostra Costituzione. Una Costituzione democratica e antifascista, nata dalla Resistenza.

Una Costituzione improntata al principio della solidarietà, una Costituzione che garantisce il diritto del singolo e allo stesso tempo tutela l’interesse collettivo.

Noi siamo qui oggi anche per rivendicare con forza questi principi. Che sono i nostri principi, alla base della nostra azione sindacale.

Siamo qui oggi per mandare un segnale chiaro: per il lavoro, la partecipazione, la democrazia.

Come categoria che rappresenta le pensionate e i pensionati siamo qui anche per ricordare al Governo, al Parlamento, alla politica che in Italia ci sono milioni di persone anziane che chiedono il rispetto dei propri diritti.

Lo diciamo sempre…le pensionate e i pensionati sono una grande risorsa, sono stati, e sono, un importantissimo ammortizzatore sociale del nostro paese. Senza il loro sostegno economico e di cura, molte famiglie non avrebbero retto all’impatto delle conseguenze devastanti della pandemia.

Nella prossima legge di bilancio e nell’attuazione del Pnrr i pensionati non devono essere dimenticati.

Chiediamo una vera riforma del sistema previdenziale che garantisca pensioni dignitose ai pensionati di oggi e di domani, i nostri giovani.

Vogliamo dirlo forte anche oggi il lavoro di cura deve essere riconosciuto anche ai fini previdenziali, perché curare qualcuno è una attività complicata che ha bisogno di tempo, energia e risorse.

Questo lavoro è svolto nella quasi totalità dalle donne e impatta negativamente sull’occupazione femminile.

Contribuisce ad accrescere il divario retributivo tra uomini e donne, che diventa poi divario pensionistico.

Le donne anziane infatti sono più povere degli uomini, e più sole. Anche per loro servono politiche mirate.

Chiediamo la tutela del potere d’acquisto dei pensionati e delle pensionate, l’ampliamento della Quattordicesima, una rivalutazione più equa delle pensioni all’inflazione, che sta crescendo in Italia e nel mondo.

Chiediamo la riduzione delle tasse per i lavoratori e anche per i pensionati.

La lotta all’evasione fiscale deve essere una priorità assoluta di questo Paese.

Non ne possiamo più di pagare più tasse di tutti gli altri cittadini.

Il divario tra ricchi e poveri è sempre maggiore, il paese è attraversato da fratture e da pericolose contrapposizioni tra le generazioni. Servono risposte.

Continuiamo a chiedere con forza la separazione della previdenza dall’assistenza, perché non è vero che spendiamo troppo per le pensioni! Bisogna fare verità sui conti! Altrimenti l’Europa continuerà a chiederci di tagliare le pensioni e di allungare l’età pensionabile!

Chiediamo una legge quadro nazionale sulla non autosufficienza per garantire finalmente su tutto il territorio nazionale servizi e sostegni adeguati e uniformi. Le persone non autosufficienti e le loro famiglie non possono più aspettare!

Mai, come in questo momento, sono necessarie misure per favorire l’invecchiamento attivo: le persone anziane devono tornare ad essere artefici e protagoniste del proprio benessere.

Oggi siamo qui, siamo tantissime e tantissimi, siamo la parte giusta, la parte bella, la parte forte e solidale di questo Paese.

Siamo qui tutte e tutti insieme, giovani, adulti e anziani, donne e uomini, lavoratori e pensionati, ancora una volta uniti come e più di sempre. Questa è la nostra forza. Questa è la forza del sindacato confederale.

Grazie, grazie a tutti quanti noi.

Evviva il sindacato! Evviva Uil, Cgil, Cisl.


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